legami obbligati
quasi tutti i miei haiku scaturiscono inevitabilmente dal pianeta mare. Lo dice lo stesso silenzio dei giorni di città.
hurrah pour le cretinisme
il regista dell'imminente Tristano partenopeo, Lluis Pasqual, ricorda: "Quando ero studente, avevo un professore d'arte che iniziava le sue lezioni dicendo: il primo che ha dipinto un tramonto è stato un genio, l'ultimo un cretino".
Io fotografo tramonti tutte le volte che posso, un giorno dopo l'altro, spesso dalla stessa postazione (sulla spiaggia). Ed ognuno mi dice parole differenti.
che abbia ragione la reginadelsole? smile
nel film Cosa fare a Denver quando sei morto, i protagonisti si salutano toccandosi soltanto i polpastrelli della destra, come quando erano in galera e c'era un vetro tra loro, e dicendo "al panfilo!". La loro casa quando anche uno solo di loro ce l'avesse fatta.
...
Ma o cuore! cuore! cuore!
O rosse gocce sanguinanti sul ponte
Dove è disteso il mio Capitano
Caduto morto, freddato.
Anche il grande mare ha subito e subisce i colpi del dolore. Della noncuranza, della crisi.
Sono le sensazioni che ho provato, non solo in me ma anche nella distesa del mare se si eccettuano pochi giorni di immacolato cristallo.
L'estraneità nascondeva il dolore che veniva perpetrato così, per il gusto di farlo, studiatamente. Tutto il resto era indifferenza dentro ad un santuario.
Il mare si è ammalato di trascuratezza, di sacchetti di plastica, di chiusure prima del tempo - il bagnino non ha più voglia di stare sulla spiaggia, il gestore vuole andare a farsi le sue scampagnate. Li ho visti fare sparire sedie a sdraio ed ombrelloni con velocità da centometristi; quel che è peggio, li ho visti gozzovigliare a due passi dal mare senza neppure aprire il tramezzo che consente di vederlo. Ho visto il tramonto da un buco nella staccionata, come un recluso.
Ma il pazzo sono io, è inutile.
Sono io che non mi metropolitanizzo, che non abito la tendenza.
Io ed il mare ci stiamo ammalando. Siamo distanti e derisi.
Ci faremo forza, io trarrò da questo spazio la sua ideale linfa e gli lascerò le mie cartoline, le mie bottiglie di naufrago sulla terraferma.
10 agosto
guardare nuovamente dal ciglio, dall'argine, i giorni della morte (silenziosa, poi assordante) di una parte di sé...