fratelli e nemici
oggi il mare, che tanto dà, è divenuto divinità di morte, che prende strappando.
Taccio sconvolto.
quel vecchio maledivami
non era un vecchio, era un ragazzone di piene capacità lavorative, che mi si è avvicinato e mi ha chiesto i soldi per "un piatto di pastasciutta" (mica basta più un euro). Io ero in ritardo e non avevo spiccioli, così ho proseguito e lui, dopo aver equiparato la Madonna a quella creatura di cui non si butta via niente, mi ha augurato di affogare.
Non sapeva che io, che in effetti ho in orrore più delle altre questa forma di trapasso, in primo luogo mangio in maniera indisponentemente lenta (anche se l'affogamento mi accomunerebbe al grande Isocrate, che morì a novant'anni per un chicco d'uva); in secondo luogo - riguardo all'affogamento inteso come annegamento - sposo il mare ogni volta che torno in città. La fede è un sasso di marmo quanto più levigato, ed il patto è: se non mi prendi da vivo, mi avrai per sempre.
dentro una foto
i due tramonti successivi hano avuto la sublime algida povertà dei giorni più corti d'inverno, quando il sole è dritto davanti a te - senza strutture collinari, isolane.
E' un fatto tra te e lui. Mentre le montagne, alle spalle, grondano indicibili petali di rosa.
Sabato, campionato regionale di pesca. Nel perpendicolo del sole si intromettono questi esseri enigmatici, i pesactori. Idrofili eppure idrofobi, carichi di vestiti, impermeabili fino all'inverosimile.
Predano il mare, ma senza degnarlo di contatto...
Popolano il tramonto, ma congelando le loro azioni fino al suo termine. Inneggiano alla notte. Sono seguaci di Novalis, occasionalmente in apnea nelle ore lucane.
Nel frattempo aggrediscono per quanto possono il silenzio.
"Nardini, ma te trombi ancora?" "Dé, sì, il vino torbo!!"
Scatto una foto ad uno di essi, da lontano, intento a rassettare le sue canne, purificando la sua eresia nel controsole che lo trasforma in silouhette d'inchiostro.
mio record assoluto
sono riuscito a buttarmi in acqua all'ora di pranzo. Faceva caldo, avevo progettato tutto da ieri evitando di fare colazione.
Nell'incredulità di una bionda che leggeva il giornale nei paraggi (che poi mentre ero in acqua si è messa a telefonare alla neuro, credo - ma già mi conoscono. smile) ho sguainato il costume e sono entrato con passo sicuro... oddio, ho avuto uno sbandamento quando l'acqua è arrivata alle parti nobili...ed un altro (quello definitivo) quando ha raggiunto la carotide.
La temperatura era sopportabile ma, come avrete capito, c'è il problema dell'assideramento delle zone non coinvolte nel movimento natatorio. Che è poco incentivante alla nuotata. Un metodo sarebbe quello di nuotare a stile dorso. Io avevo progettato la solita sgroppata in crawl, e ci son rimasto male. Quindi dopo venti minuti di tentativi sono uscito...
Ah, Sant'Ambrogio, patrono dei grulli!
"Un giorno non NUOTATO è un giorno perso."
(liberamente adattato da Camus, chez Holden)