lontano dal mare vedi, è che mentre pensi a me come ad una delusione, ed altri volti ti ghermiscono ormai, io ti vedo incamminarti per la tua strada e mi si smarrisce il cuore. Non riesco più a sapere, a capire. Con la coda del pensiero si affaccia l'idea che tutto fosse preordinato per non sapere. Ogni scelta ed ogni coincidenza è stata contraria. Ogni incomprensione massima, epica, assoluta. Non saprò mai se dietro ogni scoglio, oltre ogni perentorio schianto, si nascondevano realtà e possibilità diverse. Quello che è fatto è fatto. Quello che non è fatto tarda ancora, nel loto. Ho due forze che mi tolgono ogni capacità di raziocinio e soprattutto mi privano della identità. Sto volgendo le poche energie da te proprio perché tu nasca lontano da tutta questa bruttura. "Soffri e sii grande", soffoco ogni istinto. Vivi. Il resto lo deciderà il destino.
[Soundtrack: Noi liberamente persi, di G. Cantarelli, per flauto e nastro magnetico]