Lella Costa:
ma non mi conosci Cindy Lauper... dove sei stato negli anni '80?
Enrico Bertolino:
in bagno.
Ecco appunto, in questo momento sto facendo come Bertolino, salve le diverse accezioni sanitaria/balneare. E invece di un prolasso per star troppo sul water mi becco gli strali della gente normale, che vorrebbe tornassi ad ingolfarmi in golfini angustie lavori sgraditi e nuove influenze.
Un piccolo miglioramento e una grande consapevolezza: d'estate ho imparato a destreggiarmi nello stile rana, vado bene e so dosare lo scivolamento in rapporto al respiro. E mi piace, è come fare una passeggiata (salvo il fatto che a un certo punto finisci la benzina senza preavviso). Questa conquista mi è utilissima per aumentare la distanza di allenamento, poiché mi permette di fare andata/ritorno cioè anche il lato in cui, se lo facessi in crawl, dovrei respirare contro onda. Ho calcolato di aver totalizzato i due chilometri.
Altra cosa da tener conto che il mare è stato una merda fino a metà settembre (sia per il brulicare di burini, sia) per la sporcizia e il lavarone che, tornato ciascun al suo ovile, son di colpo spariti. A fine settembre l'acqua era un cristallo, e abbondava persino di beroidee (ctenofori) che manco sapevo cosa fossero, lì per lì le ho scambiate per meduse. In realtà sono innocue e hanno all'interno un filamento di giorno iridescente e, dicono, la notte fosforescente. Comunque anno prossimo niente agosto qui.
Durante i giorni freddi l'acqua era 23°, ben tollerabile. Oggi per la prima volta dopo alcuni giorni a 20° è scesa a 19°, e nonostante i due bagni questo piccolo grado di differenza l'ho avvertito eccome. Sto cercando di capire a quanto posso scendere senza paralizzarmi, al fine di migliorare il mio record d'inizio stagione.